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Area Catalogo Corsi Socio Sanitario

Catalogo Area Socio Sanitario

Esempi di corsi e percorsi del Catalogo Socio Sanitario

AREA MANAGEMENT E GESTIONE, QUALITÀ E ACCREDITAMENTO / i

- La qualità percepita nei servizi socio assistenziali e sanitari;
- Definire e analizzare la qualità percepita;
- Analisi procedure e protocolli operativi;
- Pianificare strategicamente ed operativamente il servizio;
- Auto-valutazione ed Etero-valutazione del personale e delle performance;
- Migliorare l’organizzazione dei servizi di assistenza;
- Aspetti Organizzativi ed Economia di Enti ed Aziende operanti nell’ambito dei Servizi Socio – Sanitari;
- Strumenti e Tecniche di direzione;
- Gestione delle risorse economiche-finanziarie, strumentali ed umane;
- Le funzioni e le competenze per il Coordinamento e la Dirigenza;
- Rilevare e analizzare i fabbisogni formativi: metodologie e strumenti;
- Metodi e strumenti da utilizzare, dalla progettazione alla valutazione finale di eventi formativi.

AREA DELLA RELAZIONE

- L’integrazione dei ruoli di Infermiere e operatore OSS;
- Quali sono le nuove prospettive del “prendersi cura: Human Caring;
- Come lavorare in equipe;
- Apprendimento delle principali Tecniche di negoziazione;
- Team building and working;
- Il quoziente emotivo EQ Management e l’Intelligenza emotiva;
- Gestire efficacemente le emozioni nella relazione d’aiuto;
- Gestire il lutto;
- Come rendere efficace la relazione tra operatore, paziente, famiglia e care giver;
- Come comunicare in situazioni di emergenza;
- Come sviluppare l’Empowerment e l’auto-cura della persona assistita.

L’AREA TECNICO SCIENTIFICA

- Come progettare gli interventi assistenziali nel caso di anziani non autosufficienti;
- Progettare gli interventi assistenziali nel caso di anziani con demenza grave;
- Quali sono le buone pratiche di contenzione;
- Corretto approccio e assistenza nella struttura residenziale nel caso di disturbo psichiatrico;
- Come gestire efficacemente il paziente affetto dal morbo di Alzheimer;
- Come gestire il paziente affetto dal morbo di Parkinson;
- Tecnica di Cromo-puntura secondo il metodo di Peter Mandel;
- Analisi psico-fisiognomica e lettura del corpo attraverso il Linguaggio Segreto del Viso e del Corpo;
- Emozioni e Benessere, Colori e Cromoterapia;
- L’utilizzo dell’arte, della musica e della danza (Arte terapia) in ambito Socio Sanitario;
- Tecniche di clowneria da utilizzare nell’ambito Socio Sanitario;
- Tecniche di Animazione motoria per operare con gli anziani;
- Come prevenire i processi di invecchiamento attraverso l’attività fisica;
- Analisi del tema: Alimentazione nelle strutture residenziali. Come migliorare la qualità della vita del cliente e prevenire la malnutrizione;

AREA DELLA SALUTE E SICUREZZA

- Formazione di carattere generale;
- Formazione specifica su temi specialistici;
- Analisi delle Procedure e dei Protocolli per l’efficace gestione del rischio chimico e biologico;
- Come Valutare lo stress da lavoro correlato (vedi anche sicurezza sul lavoro);
- Come Prevenire il burn-out;
- Come Prevenire le cadute;
- Come Movimentare manualmente i carichi;
- Come Prevenire le infezioni;
- Come Trattare e gestire le piaghe da decubito.

AREA GIURIDICA

- Analisi delle Responsabilità giuridiche e degli obblighi deontologici;
- Analisi della normativa della Privacy in ambito socio sanitario;
- Cos’è il “Consenso informato”.

QUALIFICHE

- Corso e Qualifica di “Animatore Sociale”;
- Corso e successiva qualifica di “Tecnico della gestione dei Servizi”.

Catalogo Formazione Finanziata con i Fondi Paritetici Interprofessionali

Formazione Professionale e Professionalizzante Catalogo Corsi

Catalogo Corsi di Formazione Professionale e Fondi Paritetici Interprofessionali

AREA PROFESSIONALIZZANTE E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Nella presente sezione, verranno elencati alcuni esempi di percorsi volti ad incrementare le capacità tecnico professionali di operatori di un ambito specifico. Possiamo su richiesta organizzare e gestire percorsi e corsi di altra natura, utilizzando sempre come per le altre aree le risorse messe a disposizione dalle Fonti di Finanziamento, tra cui i Voucher Formativi, il Conto di RETE e gli altri Fondi Paritetici Interprofessionali che rappresentano 3 strumenti efficaci e flessibili.

CORSO EXCEL DI BASE

Ha lo scopo di fornire elementi di base per una conoscenza del programma e per una corretta utilizzazione dello stesso. Si intende pertanto rendere ottimale da parte dell’operatore la gestione delle informazioni e dei dati in azienda mediante l’utilizzo di molteplici applicazioni consentite dal foglio elettronico attraverso un uso corretto. Ci si focalizzerà poi in particolare sui i seguenti argomenti:
- Formattazione celle e logica di funzionamento del foglio elettronico Excel;
- Come utilizzare efficacemente le formule e le funzioni base, i filtri predefiniti, i grafici, le tabelle, i menù interattivi, le opzioni e le stampe, i controlli;

CORSO EXCEL AVANZATO

Il corso si pone l’obiettivo duplice di presentare la struttura e il funzionamento del software nonché l’algoritmo e la filosofia per analizzare i dati da esso implementati; in aggiunta mostrare le effettive potenzialità del programma mediante l’analisi di alcune applicazioni che funzionano in ambiente Excel particolarmente utili nell’ambito economico ed aziendale. In particolar modo si tratteranno i seguenti temi con maggiore attenzione:
- Sistema informativo aziendale e foglio Excel;
- Come lavorare in efficienza mediante Excel, utilizzo avanzato;
– Le Funzioni per i vari utilizzi;
– Come ottimizzare l’utilizzo dei Grafici;
– Le Macro e la programmazione;
– Corretto uso dei Filtri;
– Cosa sono e come funzionano le Strutture;
– Cosa sono le Formattazioni condizionali;
– Le Tabelle Pivot;
– Come Importare dati e manipolare informazioni aggregate;
– Come impostare i Collegamenti tra vari fogli di lavoro e files;
- Analisi di Metodologie e progettazione applicazioni.

CORSO L’ARTE DELL’APERITIVO

Il corso si pone come obiettivo quello di offrire strumenti pratici per ideare e preparare nuovi aperitivi attraverso l’utilizzo di tecniche creative ed innovative. In modo particolare verranno trattati i seguenti argomenti:
- Analizzare i prodotti da utilizzare;
- Progettare il servizio;
- Nozioni e approfondimenti sui Cocktail;
- Quali snack da abbinare ad uno specifico aperitivo;
- Come predisporre le decorazioni.

CORSO PACKAGING

Il percorso intende offrire strumenti operativi per aiutare il discente a preparare e a confezionare con sicurezza pacchetti davvero originali che possano valorizzare i prodotti e possano pertanto fornire un sevizio addizionale affinché ci sia pieno gradimento da parte del cliente. In particolar modo verranno trattati gli argomenti seguenti:
- Colori e fantasie per le diverse tipologie di carta;
- Scatole, bottiglie, indumenti, ecc : come scegliere la forma dei pacchi;
- Come scegliere tra i vari tipi, il nastro e il fiocco più adeguati secondo le caratteristiche (stagioni, colore …)
- In funzione del tipo di pacco come scegliere il materiale da utilizzare.

CORSO VETRINISTICA E VISUAL MERCHANDISING

Il corso ha come finalità quella di illustrare ai partecipanti :
- le principali funzioni della vetrina espositiva in un ambito commerciale;
- unitamente a quella di fornire le principali conoscenze indispensabili per poter pianificare una vetrina con successo;
– e ancora promuovere l’acquisizione delle competenze tecniche per allestire una vetrina di un punto vendita;
- apprendere le tecniche principali di visual merchandising;
In particolare verranno anche approfonditi i seguenti argomenti:
- La vetrina: il ruolo commerciale;
- La vetrina: ambientazione e architettura;
- Come allestire la vetrina.

Catalogo Formazione Finanziata con i Fondi Paritetici Interprofessionali

Traduzione ed Interpretariato

Traduzione ed Interpretariato DOINGBUSINESSIBS

Traduzione ed Interpretariato

IBS può contare sulla collaborazione con professionisti qualificati in Attività di Interpretariato e Traduzione. Traduttori ed Interpreti in grado di personalizzare il servizio in modo flessibile mettendo al centro i desideri del cliente, utilizzando ottime doti comunicative, passione ed attenzione alla cross culture.

SERVIZI:
- Traduzioni in Inglese, Americano, Francese e Francese del Canada, Spagnolo, Tedesco, Russo, Lettone e Lituano, Giapponese, Cinese (Putonghua), Arabo;
- Traduzioni ambito Business e Traduzioni tecniche relative a temi di natura doganale, legale, fiscale, numerosi temi specifici legati a svariati settori merceologici (esempio: food, fashion, impiantistica industriale, automazione, commodities, trading, ecc.) ;
- Interpretazione in simultanea, negoziazioni e trattative commerciali;
- Interpretariato di conferenza;
- Attività di Mediazione Linguistica;
- Assistenza per gli Uffici Estero, Uffici Stampa, traduzioni comunicati stampa internazionali, inserti, biografie;
- Traduzioni di siti internet;
- Corsi e Lezioni in lingua personalizzate.

TEAM INTERPRETI E TRADUTTORI

Alessandra Ruggiero

Alessandra Ruggiero

TRADUZIONI : italiano, francese, inglese, spagnolo;
SPECIALIZZAZIONI NELLA TRADUZIONE : Articoli e pagine web;
INTERPRETARIATO : italiano, francese, inglese;
INSEGNANTE DI CULTURA E LINGUA: Italiana;

Emna Nefzi

Emna Nefzi

TRADUZIONI : Arabo, Italiano, Francese, Inglese;
SPECIALIZZAZIONI NELLA TRADUZIONE : traduzione generale, editoriale, economica e giuridica, informatica, tecnica e scientifica, traduzione dei documenti medico – scientifici, traduzione audio e video, traduzione specializzata, a vista;
TRADUTTRICE GIURATA : Italiano;
INTERPRETARIATO : Arabo, Italiano, Francese;
INSEGNANTE DI LINGUA E CULTURA : Arabo, Italiano, Francese;

Gaia Segantin

Gaia Segantin

TRADUZIONI : Italiano, Inglese;
SPECIALIZZAZIONI NELLA TRADUZIONE : traduzione generale, lettere e culture straniere, temi economici e legali, diritto internazionale, temi di politica e relazioni internazionali, traduzione specializzata;
INTERPRETARIATO : Italiano, Inglese;
MEDIATRICE CULTURALE: Inglese;

Germana Moretti

Germana Moretti

TRADUZIONI : Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Francese del Canada;
TRADUZIONI UFFICIO STAMPA : Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo;
INTERPRETARIATO : Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo;
INTERPRETARIATO DI CONFERENZA : Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo;

Giorgia Beneventano

Giorgia Beneventano

TRADUZIONI: italiano, francese, spagnolo, arabo;
SPECIALIZZAZIONI NELLA TRADUZIONE: traduzione generale, tecnico-scientifica, saggistico-letteraria, economica;
INTERPRETAZIONE DI TRATTATIVA: italiano, francese, spagnolo, arabo;

Giulia Bettinsoli

Giulia Bettinsoli Traduttrice

TRADUZIONI: Inglese, spagnolo e francese;
SPECIALIZZAZIONI NELLA TRADUZIONE: Traduzione audiovisiva e sottotitolaggio, Traduzione generale, giornalistica, letteraria, turistica ed economico-giuridica;
INSEGNANTE DI CULTURA E LINGUA: Inglese e Spagnola;

Huan Lin

Huan Lin

TRADUZIONI : Inglese, Chinese Mandarin (Putonghua);
INTERPRETARIATO : Inglese, Chinese Mandarin (Putonghua);

Jessica Innocenzi

Jessica Innocenzi traduttrice

TRADUZIONI : Italiano, Inglese, Spagnolo;
SPECIALIZZAZIONI NELLA TRADUZIONE: tecniche, commerciali, settore turistico, pagine web;
INTERPRETARIATO : Italiano, Inglese, Spagnolo;

Ilaria Oberti

Ilaria Oberti

TRADUZIONI : Italiano, Inglese, Tedesco, Francese;
SPECIALIZZAZIONI NELLA TRADUZIONE: settore commerciale e tecnico, ambito turistico, pagine web, articoli;
INTERPRETARIATO : Italiano, Inglese, Tedesco;

Ileana Bonfardeci

Ileana Bonfardeci Traduttrice

TRADUZIONI : Italiano, Francese, Inglese;
SPECIALIZZAZIONI NELLA TRADUZIONE: traduzione generale;

Manuela Boni

Manuela Boni traduttrice interprete

TRADUZIONI : Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo;
TRADUZIONI UFFICIO STAMPA : Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo;
INTERPRETARIATO : Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo;
INTERPRETARIATO DI CONFERENZA : Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo;

Maria Luisa Spagnol

Maria Luisa Spagnol docente traduttrice e interprete

TRADUZIONI : Italiano, Francese;
INTERPRETARIATO : Italiano, Francese;
INSEGNANTE DI LINGUA E CULTURA : Italiano, Francese;

I DESK DELLA RETE ESTERA IBS

DESK esteri IBS & Servizi

I DESK DELLA RETE ESTERA IBS – SERVIZI ED OPPORTUNITÀ

I vari DESKS riportano i Servizi attivi nel paese e le Opportunità di Business, includendo i settori, e le tipologie di Aziende che potrebbero ottenere maggiori benefici in termini di Export o di Investimento Diretto Estero nel territorio, sia per le potenzialità del mercato, sia per eventuali agevolazioni o Fondi messi a disposizione dagli Enti Locali o dalle Istituzioni competenti.

Download Desk files

AFRICA ECOWAS-CEDEAO + ANGOLA MAURITANIA

ECOWAS – CEDEAO: Angola, Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa D’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo
Congo, Ruanda, Zambia (valutazione caso per caso)
Uganda

AMERICA

AMERICA SETTENTRIONALE, CENTRALE E ISOLE
Canada
USA, Panama
Repubblica Dominicana

AMERICA MERIDIONALE / PAESI LATINI + SPAGNA
Brasile, Colombia, Messico, Perù, Spagna
Cile

ASIA

Kazakistan

FAR EAST
Cina , Incoming in Italia di Clienti ed operatori cinesi LINK
Cambogia, Filippine, Hong Kong, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Taiwan, Thailandia, Vietnam
Corea del Sud
Giappone
Singapore

EUROPE

Albania
Benelux (Belgio, Lussemburgo, Olanda)
EST EUROPE: Bulgaria, Polonia, Ungheria + ( Missioni Imprenditoriali in Bulgaria LINK )
Francia + (Montecarlo, Costa Azzurra settore immobiliare)
Germania
Malta
Spagna Isole Canarie (startup)
Ucraina (valutazione caso per caso)

MENA (Middle East & North Africa)

Algeria
Arabia Saudita, Giordania, Iraq, Libano, Regione della Palestina, EAU (Emirati Arabi Uniti) e GCC
Israele
Libia (valutazione caso per caso)
Marocco
Tunisia

Highlight e opportunità nei paesi esteri LINK

Offerta Consulenziale per Associazioni di Categoria ed Industriali, Studi Professionali, Aziende di Servizi, Enti

Associazioni di Categoria SERVIZI IBS

OFFERTA CONSULENZIALE PER ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA ED INDUSTRIALI, STUDI PROFESSIONALI, AZIENDE DI SERVIZI, ENTI

Vogliamo essere per Voi e per le vostre Aziende Clienti, il punto di riferimento per l’Export e l’Internazionalizzazione

FIERE, MISSIONI E INCOMING OPERATORI ECONOMICI

- NEWS SU FIERE : opportunità fieristiche di interesse per settore e paese estero;
- IBS IN FIERA AL POSTO VOSTRO : numero concordato di contatti commerciali certificati di acquirenti, agenti, distributori, relativi ad una fiera di interesse attraverso nostri consulenti senior. VANTAGGIO: riduzione costi per l’Azienda per via della centralizzazione del servizio;
- MISSIONI : informazioni sulle missioni all’estero ed eventi di incoming in Italia da parte di soggetti economici, partner commerciali, buyer;
- FONDI PER MISSIONI E FIERE : informazioni tramite le Istituzioni competenti per accedere ai Fondi disponibili;
- SU RICHIESTA, INCOMING, INCONTRI B2B, MISSIONI E WORKSHOP ESTERI ORGANIZZATI AD HOC : per un numero ristretto di aziende in uno dei territori dove IBS ha maggiore radicamento organizzazione incontri BtoB ed eventi.

PERCORSI FORMATIVI DI PREPARAZIONE AI MERCATI ESTERI E SPECIALIST ADVICE

Attraverso i Fondi Paritetici Interprofessionali, percorsi formativi / consulenziali di check-up e preparazione dell’Azienda per l’Export.
Inoltre percorsi formativi specialistici per aziende esportatrici ed internazionalizzate su vari temi tra cui:
- export manager e approccio strategico ai mercati;
- temi di natura legale: contratto di vendita internazionale, contrattualistica internazionale, rapporto di agenzia e distribuzione, mezzi di pagamento, mancato pagamento e recupero crediti;
- fiscalità internazionale;
- dogane, nuovo codice doganale comunitario, incoterms 2010 e altri argomenti;
- trade and export financing : crediti documentari, garanzie bancarie, PBO (Bank Payment Obligation), LC e Stand By Letter of Credit, assicurazione del credito, altri temi specialistici;
- business planning.

EXPORT MANAGER IN OUTSOURCING

- Export manager in azienda per 6 mesi – 1 anno per attività di Export Development e sviluppo contatto con clienti, buyer, partner commerciali;

ATTITIVTÀ DI BUSINESS DEVELOPMENT

- Scouting agenti, distributori, partner commerciali, soggetti economici all’estero specializzati sui settori di interesse;

SHOWROOM

- Per un gruppo di aziende interessate possiamo agevolare la creazione di uno showroom collettivo e una rete vendita locale, con personale residente localmente che parli la lingua italiana;

DELOCALIZZAZIONE PRODUTTIVA PRODOTTI A BASSO VALORE AGGIUNTO

- Prodotti o un segmenti di produzione che non hanno mercato se prodotti in Italia per costi di produzione elevati. Siamo in grado di assistere le Aziende in un decentramento produttivo in paesi UE ed Extra-UE;
- Alcuni esempi: Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Lettonia, Moldavia, Montenegro, Macedonia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovakia, Turchia, Tunisia e Ungheria;
- Oltre alle pratiche burocratiche il nostro network di società italiane all’estero potrà supportare in merito a consulenza integrata, contabilità, payrol, servizi di assistenza all’imprenditore e alla sua famiglia, altre richieste specifiche.

SCOUTING INVESTITORI E ASSISTENZA IN ANALISI FATTIBILITÀ E BUSINESS PLAN

- Siamo in contatto con Investitori Privati che partecipano a progetti con redditività adeguata;
- Possiamo assistere le aziende che abbiamo una idea progettuale nel tradurla in un business plan e piano di fattibilità da presentare agli investitori.

RETI DI IMPRESA

- Assistenza nella creazione di una “rete di impresa” per aver maggiore forza nell’approcciare i mercati esteri unitamente ai vantaggi fiscali previsti dalla normativa italiana;

DESK IBS – SERVIZI ED OPPORTUNITÀ

DESK ESTERI IBS LINK

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Iran PIANO D’AZIONE CONGIUNTO GLOBALE

IRAN – PIANO D’AZIONE CONGIUNTO GLOBALE

iran-piano-congiunto-di-azione-globale-e-partnership-economiche

IRAN – PIANO D’AZIONE CONGIUNTO GLOBALE: LA TRANSIZIONE PACIFICA DELL’IRAN APRIRÀ LE PORTE A NUOVE PARTNERSHIP ECONOMICHE ?

Autrice: Elisa Mariani
Ottobre 2016

Il Piano d’azione congiunto globale, nato nel luglio 2015, rappresenta il coronamento del Piano d’azione congiunto, un accordo provvisorio raggiunto nel novembre 2013 tra Iran, i paesi facenti parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Regno Unito, Russia, Francia, Stati Uniti) oltre alla Germania e il resto dell’UE.

Tale accordo concerne l’uso del nucleare iraniano per scopi puramente pacifici. In esso l’Iran, per godere dei pieni diritti derivanti da tale uso, si impegna a non fabbricare armi nucleari e ad accogliere positivamente, oltre che implementarle, tutte le misure richieste dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e monitorate da una Commissione congiunta e dall’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (AIEA).

E’ ormai dal 2006 che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esercita pressioni sull’Iran per impedirgli di portare avanti le politiche sul nucleare e in particolare quella concernente la produzione di uranio , anche attraverso la limitazione del commercio dei cosiddetti beni a duplice uso, ovvero quei beni che sono utilizzabili sia per scopi civili che militari.

Dopo il rifiuto di Teheran nel 2012 di accogliere favorevolmente la visita della delegazione ONU incaricata del monitoraggio dello stabilimento militare di Parchin, avvenuta in seguito il 20 settembre 2015, il punto di svolta si è avuto in tempi recenti quando, a gennaio 2016, l’AIEA ha dichiarato che il Governo Iraniano ha accolto ed iniziato ad intraprendere i progressi richiesti in materia di nucleare. Teheran sta infatti rispettando l’accordo, che prevede la diminuzione di due terzi delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, il mantenimento di quest’ultimo al di sotto del 3,67% per i prossimi 15 anni e la riduzione delle riserve di uranio.

A tale proposito, l’Iran ha mantenuto la promessa di non dare il via alla costruzione di nuovi stabilimenti per l’arricchimento di uranio e di riconvertire gli stabilimenti di Arak e Fordo, finora adibiti alla produzione di plutonio e uranio per fini militari, rispettivamente in centri di creazione di radioisotopi a fini medici e stabilimenti per la ricerca. L’altra novità è rappresentata dal consenso dato dall’Iran per le ispezioni con cadenza regolare dell’AIEA nei siti nucleari del paese come Natanz, dove misure importanti, tra cui la dismissione delle centrifughe di nuova generazione, sono state prese per tenere sotto controllo l’arricchimento dell’uranio.

Ciò ha permesso il 16 gennaio scorso – data che ha subito guadagnato l’appellativo di implementation day- di diminuire le restrizioni nazionali e internazionali sull’import e l’export di alcuni prodotti come il petrolio e i suoi derivati, degli idrocarburi, di tutti gli strumenti che concernono la produzione di tali sostanze e infine di materie prime quali metalli e diamanti. Malgrado ciò sono rimasti in vigore tutti i divieti che riguardano la commercializzazione in territorio iraniano di strumenti per la costruzione di armi nucleari.

L’Unione Europea, attraverso la visita di Aprile dell’Alto Rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, ha voluto ribadire la propria intenzione di creare una stretta collaborazione con l’Iran negli ambiti di reciproco interesse come quello ambientale, economico, energetico, migratorio e umanitario. A contribuire a tale progetto è anche l’Italia, con finanziamenti pari a 5 miliardi di Euro messi a disposizione dai servizi assicurativi del credito per aziende e banche insieme alla Cdp (Cassa Depositi e Prestiti) S.p.a., garantendo così al nostro Paese una posizione di rilievo nei rapporti con l’Iran.

Tuttavia dopo l’accordo di gennaio i rapporti diplomatici iraniani restano tesi soprattutto con gli Stati Uniti, a causa delle sanzioni imposte dal governo americano tuttora in vigore, riguardanti il presunto sostegno militare iraniano alle organizzazioni sciite in Libano, Siria e Yemen e ai test su missili balistici che l’Iran afferma di aver effettuato esclusivamente a scopo difensivo. Tali provvedimenti ostacolano le transazioni finanziarie tra i due paesi e con l’Europa, vista la rilevanza economica rivestita dall’impero USA a livello internazionale.

Le tensioni non hanno però impedito all’Italia di porre solide basi per una sempre maggiore cooperazione con l’Iran, come conferma il Business Forum Italia-Iran svoltosi a Roma a gennaio, che ha visto la ratifica di contratti dal valore di 17 miliardi di euro e il confronto tra gli imprenditori dei due paesi sulle opportunità commerciali in settori di vitale importanza tra cui le infrastrutture, il petrolchimico e il settore industriale.

L’evento ha goduto anche della partecipazione del Presidente di Confindustria, dei Ministri delle Infrastrutture dei due paesi e dei ministri italiani dello Sviluppo economico e dell’Agricoltura. Per dare concretezza a tale progetto comune l’8 e il 9 febbraio scorsi una delegazione composta dal sottosegretario agli Esteri, Confindustria, i Ministri del Rio e Martina, insieme a circa 130 imprese italiane è stata impegnata in una missione in Iran per definire i programmi di investimento nel paese per gli anni successivi.

FONTI ARTICOLO “PIANO D’AZIONE CONGIUNTO GLOBALE: LA TRANSIZIONE PACIFICA DELL’IRAN APRIRÀ LE PORTE A NUOVE PARTNERSHIP ECONOMICHE?”

- repubblica.it
- ilfattoquotidiano.it
- valvecampus.com
- ilsole24ore.com
- confindustriabergamo.it

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Tanzania

LA TANZANIA – Introduzione su Africa, il continente Africano e le sue risorse; seguono Scheda Paese e Opportunità in Tanzania

Tanzania
L’Africa nel suo complesso rappresenta un’enorme bacino di risorse naturali a cui si aggiungono i vantaggi legati alla variegata meteorologia che riesce ad assicurare produzioni agricole caratteristiche dei climi temperati. Per colture come per esempio ortaggi, mais, vite si assiste a raccolti abbondanti, come abbondanti sono le varietà di frutti tipici di questi climi tropicali ed equatoriali. La posizione geografica del continente africano, completamente circondato dal mare, comporta enormi vantaggi per la comunicazione con continenti e stati.

La pratica della pesca ovunque praticabile con risultati tangibili nella totalità dei casi rappresenta una grande risorsa aggiuntiva.

Nonostante ciò il livello di sviluppo dei vari stati del continente africano sono distanti; ancora un numero ridotto di nazioni africane riesce a “dialogare” e confrontarsi con l’occidente.

Forti squilibri di carattere economico, politico, religioso, sanitario, culturale rallentano il desiderio e le concrete possibilità degli stati e degli individui di crescere. Sembrerebbe impossibile da credere eppure nazioni come la Libia, il Kenia, il Sud Africa, che possiedono tutte le potenzialità per decollare, sono in agitazione costantemente per motivazioni di carattere politico, razziale e religioso.

UN’ECCEZIONE: LA TANZANIA

Dopo aver preso in esame i paesi dell’area francofona dell’Africa (Marocco, Ghana, Guinea, Senegal) si fa la scelta di concentrare l’attenzione su un paese anglofono: la Tanzania.

DATI SINTETICI

- Popolazione in Tanzania: circa 47 milioni di persone;
- Capitale: Dodoma;
- Forma di governo: Presidenzialismo LINK SITO GOVERNO;
- Moneta: scellino tanzaniano;
- Lingue ufficiali: swahili, inglese;
- PIL prodotto interno lordo: 79,29 miliardi USD $
- PIL procapite: 1713 USD $
- Termini di copertura assicurativa SACE: con condizioni;
- La Tanzania appartiene ed è tra i paesi fondatori della WTO;
- Insieme a Kenia e Uganda, la Tanzania è membro dell’East African Community, costituita il 30/11/1999;
- Tramite “Africa Growth and Opportunity Act” la Tanzania dispone di accordi commerciali e di un trattamento preferenziale per esportare negli Stati Uniti;
- La Tanzania aderisce al “Convention Establishing the Multilateral Investment Guarantee Agency” (MIGA), inoltre membro di “International Centre for the Settlement of Investment Disputes”; la Tanzania ha anche firmato con l’Italia nel 2001 l’accordo di promozione e protezione degli investimenti esteri;

PUNTI DI FORZA DELLA TANZANIA

PRESIDENZIALISMO E CLIMA DI PACIFICA CONVIVENZA

Ex colonia Commonwealth, trova enorme giovamento dalla colonizzazione tedesca, in seguito alla prima guerra mondiale e dal dominio inglese dal 1964, a cui segue la proclamazione dell’indipendenza della Tanzania, che diventa così una Repubblica Presidenziale, con la figura carismatica di “ Padre Nyerere” che viene ancora ricordato come “L’uomo che ha dettato la via da percorrere” riuscendo a dare un esempio di fratellanza e pace, creando le condizioni per una convivenza e una buona armonia tra l’Islamismo e il Cristianesimo, le due religioni principali.

SCELTE ECONOMICHE E POLITICHE PER ATTRARRE GLI INVESTIMENTI ESTERI IN TANZANIA

Medesima impostazione hanno seguito i suoi successori, incluso il presidente in carica, a cui si può attribuire anche il grande merito di aver predisposto le condizioni politiche ed economiche per favorire ed incrementare l’ingresso nel paese di investimenti e capitali stranieri.
Tutti gli investimenti esteri nel paese sono regolamentati dal Tanzania Investment Act del 1997, mediante il Tanzania Investment Centre un’agenzia governativa che ha la funzione di coordinare e promuovere gli investimenti, fornendo assistenza alle imprese e agli investitori esteri.
Esiste anche il Certificate of Incentives, che certifica in modo ufficiale lo status di investitore in Tanzania.
Per le concessioni minerarie e petrolifere sono richieste delle autorizzazioni secondo quanto previsto dal “Mining Act” del 1998.
Il capitale minimo in equity da investire per progetti che prevedano il controllo da parte di investitori esteri al 100% è 300.000 USD $ mentre per costituire una società con socio / i di maggioranza tanzani o con controllo tanzano, il capitale minimo richiesto è di 100.000 USD $.
Ci sono differenti forme di incentivi e agevolazioni a seconda del settore e dell’impatto dell’investimento estero sull’economia locale.

QUALI SONO I VANTAGGI PER L’INVESTITORE ESTERO

- Essendo la Tanzania membra del “Multilateral Investment Guarantee Agency” e del “International Centre for Settlement of Investment Disputes” vi è completo riconoscimento della proprietà privata e tutela degli investimenti esteri; inoltre è possibile trasferire all’estero il 100% degli utili e anche del capitale in valuta;
- Attraverso l’istituzione delle ZES “Special Economic Zones”, la Tanzania dispone di agevolazioni fiscali e produttive sugli investimenti, in aree dislocate in 25 punti del Paese;
- Annullamento o fortissima riduzione dei dazi sui materiali introdotti nel paese collegati alla società costituita;
- Detrazioni del 100% delle spese legate a macchinari, impianti, edifici e strutture nell’ambito agricolo;
- Proroga del pagamento IVA su beni immobili;
- Completo rimborso DAZI sulle materie prime importate;
- Eliminazione IVA sui manufatti esportati;
- Possibile detrarre e con favorevole trattamento il deprezzamento sui beni capitali;
- Per il settore minerario, non si recupera la rivalutazione annuale investimenti in conto capitale;
- Le perdite nella gestione di una attività, possono essere detratte ai fini fiscali anche l’anno successivo per un periodo di 5 anni, per il settore minerario anche indefinitamente;
- Agevolazioni e pratiche velocizzate per quanto riguarda permessi ed autorizzazioni;
- Permesso di poter avere espatriati nella gestione aziendale;
- Altre agevolazioni secondo il settore e la tipologia di progetto.

I SETTORI TRAINANTI IN TANZANIA

L’economia della Tanzania risente fortemente della vocazione del paese verso la produzione agricola, che costituisce circa il 50 % del PIL, nonostante per via delle condizioni climatiche e della conformazione territoriale le zone coltivate sono solo il 4 % del totale.
I principali prodotti agricoli sono: tè, caffè, cotone, piretro (estratto dal crisantemo insetticida naturale), sisal, tabacco, anacardi, mais, chiodi di garofano, grano, tapioca, banane, frutta.
Anche l’allevamento di bovini e caprini, rappresenta un settore in fase di sviluppo che occupa quasi l’80% della popolazione.
La pesca di tonno e sardine per esportazione nelle acque interne costituisce un altro settore rilevante per la Tanzania.
L’ambito estrattivo nella fattispecie oro, diamanti e sale rappresenta un settore in espansione, nel paese si trovano anche modeste quantità di minerali ferrosi, carbone, tungsteno, piombo, caolino, magnesio e fosfato.

IL SETTORE MINERARIO

Vorremmo segnalare che negli ultimi 20 anni il settore minerario è stato protagonista di una forte crescita quasi esponenziale, che ha favorito l’avvento di numerose Società Multinazionali unitamente agli Small Scale Miners, ossia un tessuto di numerosi piccoli minatori che superano i 2 milioni di unità. LINK OPPORTUNITÀ PER INVESTITORI E FINANZIATORI NEL SETTORE MINING ORO E DIAMANTI

L’ISTRUZIONE

La Tanzania si è fortunatamente giovata, sin dalla colonizzazione” di Germania e Inghilterra di azioni politiche nell’ambito del welfare con una attenzione alla scolarizzazione diffusa ad ampio raggio, dunque non solo nei grandi centri urbani, ma anche presso i villaggi più isolati. Aree di scarsa scolarizzazione ancora persistono e andrebbero gradualmente eliminate.

LA RELIGIONE

Solitamente quando si parla di Medio ed Estremo Oriente ed Africa, il tema della religione rappresenta un aspetto molto delicato e spesso motivo di contrasto e meno di pacifica convivenza.
La Tanzania rappresenta un’eccezione più unica che rara, poiché sin dalla sua indipendenza nel 1964, si può definire una vera oasi in campo religioso, dove cattolici e musulmani convivono e collaborano aiutandosi reciprocamente, seguendo le indicazioni dei Presidenti succeduti nella Repubblica Unita di Tanzania.
E stranamente questo avviene anche nei piccoli villaggi dove vi sono soggetti che professano diverse religioni; anche se maggiori risorse di solito ad appannaggio dei musulmani questo non impedisce di contribuire alla costruzione di aree di culto per le diverse comunità religiose.

ALCUNI PUNTI DI DEBOLEZZA DELLA TANZANIA

LA SALUTE E I SERVIZI SANITARI

La mortalità infantile in Tanzania risente della scarsa potabilizzazione dell’acqua, la cui mancanza incide pesantemente su detta mortalità, nel caso di malattie come tifo, diarrea e malattie legate all’apparato respiratorio.

La scarsità di cibi in quantità e qualità adeguate, inclusa l’aspetto energetico legato al cibo, nonché le misure di protezione più elementari come le zanzariere (mosquito net) strumento basilare contro flagelli quale per esempio la malaria, malattia tipica del sonno, tutto questo tende, in assenza di rimedi, a rendere cronico l’innalzarsi dei dati statistici relativi alla mortalità.

Un altro allarme legato alla salute piuttosto ricorrente è quello che coinvolge i minatori locali e la contrazione di gravissime malattie, incluso il tumore per via della miscelazione a mani nude dei fanghi auriferi che contengono mercurio.

Considerando che gli ospedali sono spesso localizzati nei grossi centri abitati molto lontani, l’assistenza sanitaria è normalmente carente, e sarebbe auspicabile, che gli investimenti esteri nel tempo, possano contribuire a costruire nuove strutture per un più efficace trattamento sanitario oppure ove questo non è possibile, almeno locali nei punti principali dotati di dispensari medici e prodotti farmaceutici nonché vaccini con l’intervento di personale medico e paramedico settimanale.

L’ACQUA E LE RISORSE IDRICHE

L’acqua rappresenta per qualunque villaggio e comunità una risorsa preziosa e vitale, per la sopravvivenza e per le attività di investimento diretto estero.
E’ fondamentale pertanto intervenire creando depositi naturali stabili permanenti e azioni di potabilizzazione dell’acqua stessa, per le necessità crescenti, provvedendo alla costruzione di pozzi artesiani.
Le condizioni atmosferiche favorevoli che consentono i raccolti durante l’anno giustificano, in prossimità di laghi e/o fiumi, anche il creare adeguati sistemi di irrigazione.

L’ALIMENTAZIONE E LA DISTRIBUZIONE ALIMENTARE IN TANZANIA

Da parte dei capifamiglia in base all’esperienza degli ultimi dieci anni, mantengono una quotidiana
preoccupazione di mantenere i propri cari, nonostante l’attività professionale spesso malpagata e l’abitudine di spendere in alcolici e bibite gran parte del salario percepito.

Sarebbe auspicabile da parte di investitori stranieri elargire salari più elevati, come tuttavia le persone meritano, ed educarli ad essere più sobri verso l’alcool, rassicurandoli di poter ottenere quanto necessitano per il sostentamento della famiglia.

Creare localmente, al di fuori dei grossi centri abitati, piccoli punti vendita al dettaglio, forniti di prodotti alimentari come la farina di mais, farina di grano, il riso, il latte, gli ortaggi e bibite analcoliche, altro consentirebbe di rassicurare i percettori di reddito di poter garantire costantemente il sostentamento delle relative famiglie.

I DESK DELLA RETE ESTERA IBS
LINK DESK

Tanzania per investitori finanziatori concessioni miniere d’oro e diamanti

Tanzania opportunità nel settore MINING per investitori e finanziatori Internazionali; miniere d’oro, giacimenti auriferi, concessioni aurifere, diamanti

Tanzania investitori finanziatori miniere d'oro, giacimenti auriferi, concessioni aurifere, concessione aurifera

OBIETTIVO

Si cercano investitori / finanziatori internazionali per un progetto aurifero in Tanzania. Sono disponibili allegati e documenti di dettaglio relativi a Business Plan completo e analisi di fattibilità, previa sottoscrizione NDA (NON-DISCLOSURE AGREEMENT). In Tanzania, si riporta anche la disponibilità di concessioni con giacimenti di diamanti, tuttavia per questo file non sono pubblicabili informazioni e si richiede di accreditarsi come interlocutori affidabili mediante l’area CONTATTI.

LINK SCHEDA PAESE TANZANIA

LINK AI DESK DELLA RETE ESTERA IBS

PROGETTO AURIFERO IN TANZANIA

PREMESSE

La società che si intende costituire sarà registrata in Tanzania, al fine di intraprendere un progetto aurifero.

L’impianto verrà costruito nella zona coperta dalle PMLs che sarà acquistata o locata dalla costituenda società.

Le attrezzature minerarie includono:

- Impianto process. + Knelson C + Add. Ball M. + Laboratorio Chimico;
- Camion (s) con gru (10 tons) e cassone ribaltabile;
- Auto (s) 4×4 + Van per trasporto personale dipendente;
- Pale meccaniche + escavatore;
- Muletti + attrezzature + attrezzi;
- Cisterne per diesel;
- N°10 kit di meccanizzazione pozzi: martelli pneumatici, compressori, maglietti, apparecchiature per ventilazione, montacarichi, pompe per l’acqua, generatori portatili, kit di sicurezza, altro ancora;
- N°10 Cisterne deposito per acqua;
- Autocarri da miniera (20 tons);
- Generatori da 200 Kw con pannelli comando;
- Carotatrice;
- Gru capacità 15/20 t;
- Equipaggiamenti tecnici e geologici x salute, sicurezza, impatto ambientale.

Il progetto genererà reddito per i produttori e per i residenti nelle aree interessate dal progetto, rilanciando l’economia della zona creando posti di lavoro ed il rafforzarsi del commercio, legato alle attività minerarie.

I servizi tecnici, gli studi geologici, geofisici, geochimici, il rilevamento, i drillings, la pianificazione estrattiva, la gestione della sicurezza, dell’ambiente e della salute saranno gestiti esclusivamente dalla società costituenda.

L’ambiente sarà gestito in modo sostenibile mediante un piano assolutamente rispettoso della gestione ambientale e utilizzerà contrariamente alle multinazionali che usano cianuro, la lisciviazione mediante iodio, più conveniente e rispettosa dell’ambiente.

Il progetto avrà ricadute sia economiche che sociali elevate.

POSSIBILI LINEE ATTUATIVE DEL PROGETTO

Lo scopo è cogliere una opportunità di business ed investimento, le procedure e gli obiettivi per lo sviluppo del progetto riguardano 3 possibili modalità, anche abbinabili:

OPZIONE 1 – SFRUTTAMENTO “FINANZIARIO”

Lo sfruttamento finanziario dei giacimenti auriferi scelti, di proprietà, mediante studi geologici, rilevazioni satellitari ed aeree, successive prospezioni e prelievi con analisi di laboratorio dei campioni e la redazione finale di un Report of Resources a cura di Società specializzate ( S.G.S Svizzera, OMAC Irl. del Nord ecc. ) dunque emissione di appositi Certificati per investimenti finanziari. I tempi previsti per ottenere i Certificati sono circa di 10 – 12 mesi se sussiste pronta liquidità; l’impegno minimo di spesa per l’investimento è pari a 3,5 milioni di euro circa.
Oppure i Certificati possono venir inseriti in Borsa Miniere dunque posti in vendita verso potenziali investitori con elevati ritorni dell’investimento posto in essere.

OPZIONE 2 – ESTRARRE IL MINERALE

I Certificati offrono all’investitore l’opportunità in aggiunta allo sfruttamento finanziario, anche di estrarre, processare e commercializzare il materiale aurifero, mediante scassi underground e pozzi verticali dotati di kit di meccanizzazione (inclusa estrazione open pit o a cielo aperto).
Se l’investitore fosse interessato all’estrazione, il progetto prevede un ulteriore investimento minimo di 6,5 milioni di euro circa, con tempi di attuazione di circa 10 – 12 mesi nel caso di pronta liquidità.
Un impianto di processazione attraverso iodio rende nulli i rischi del sistema alternativo a cianuro, tradizionalmente utilizzato dalle grosse società che operano nel settore, che prevede la cianurazione e l’uso del mercurio che sono caratterizzati da una elevata tossicità, e provocano gravi malattie e un micidiale impatto ambientale.

OPZIONE 3 – SFRUTTARE LE CONCESSIONI GIÀ ANALIZZATE

Questa è la terza opzione che consentirebbe di sfruttare immediatamente le concessioni già “analizzate” attraverso pozzi verticali aperti e vene aurifere già scoperte, e assegnate in precedenza a minatori locali essendo possibile da parte nostra, acquistare le concessioni stesse, oppure aderire ad una partecipazione in JV Joint-Venture, in cui alla costituenda società verrà riconosciuta almeno il 90-95% del valore, visto l’investimento finanziario apportato al progetto.

Per qualunque opzione scelta, i tempi e i ritorni effettivi attesi risultano tangibili e brevi perché il prodotto viene pagato alla consegna previa verifica; la capitalizzazione del capitale investito trae giovamento da tale rapidità.

DATI AGGIUNTIVI SUL PROGETTO MINERARIO

ELASTICITÀ DELL’INVESTIMENTO

Iter procedurale che consente la possibilità di programmare sia l’investimento a se stante (studi geologici, prospezioni ecc.) con il rilascio dei Certificati e “mobilizzazione” degli stessi per gestione finanziaria; sia lo “start up” dell’escavazione, processazione e commercializzazione prodotto, ossia si può decidere di limitare l’investimento ai Certificati, oppure abbinare l’ambito minerario estrattivo.

DURATA DELL’INVESTIMENTO

Anche se il settore minerario può generare l’idea di tempi non brevi in realtà nel progetto la “capitalizzazione del tempo” prevede che per l’investimento totale è prevista una durata massima di 7 anni, tuttavia con la previsione di anticipare a 3-4 anni.
Questo sarà possibile nel concentrare al massimo gli assets realizzando incrementi di produzione e utili, da cui la riduzione dei tempi.

REDDITIVITÀ DELL’INVESTIMENTO

La redditività dell’investimento consente i risultati attesi sperati e in aggiunta di avere per oggetto la miglior commodity garantita e certa delle transazioni internazionali e mondiali.

VELOCITÀ CONSEGUIMENTO TANGIBILE UTILI

Rapida capitalizzazione degli utili, riducendo “la vacatio” tra sostenimento costi e conseguimento ricavi. Nell’attuale sistema globalizzato, questo vantaggio riduce i rischi nelle transazioni.

CONSEGUIMENTO MIGLIORI RISULTATI RISPETTO ALLE PREVISIONI

Nello Studio di Fattibilità svolto, strumento decisionale di sensibilizzazione all’investimento, assumono primaria importanza i valori di riferimento presi in considerazione, improntati sempre al principio di valutazione prudenziale per quanto attiene gli utili previsti, nel pieno rispetto della deontologia professionale consolidata, nell’operare la redazione del Business Plan.

DIVERSIFICAZIONE E RISCHIOSITÀ DELL’INVESTIMENTO

La diversificazione è prevista nell’estensione dello Studio di Fattibilità e anche come strategia “in corso d’opera”.

KNOW HOW E COMPETENZE

L’azienda italiana nostra committente offre:

- la disponibilità di diverse concessioni e di lista selezionata di concessioni aggiuntive da verificare onde acquisirne le migliori;
- know-how decennale che consentirà di rendere celere la fase burocratica presente anche in Africa accorciando di molto i tempi, per giungere velocemente ad essere operativi; start up produttivo e finanziario nel giro di pochi mesi, superando ostacoli che richiederebbero anni;
- rapporti consolidati di stima con i professionisti del settore mining: Ingegneri minerari, Geologi del Ministero e Liberi Professionisti della capitale Dar es Salaam;
- massima considerazione da parte del Geological Survey of Tanzania che rappresenta la prima Istituzione nazionale per elaborare gli Studi geologici e da parte di tutti i collaboratori Geologi, Tecnici etc.
- rapporto privilegiato con l’Ente Regionale del Ministero delle Miniere che rappresenta oltre il 90% nel settore mining nazionale con la presenza delle principali Società Multinazionali operanti nel settore (Golden Pride, Barrick, Geita, Anglogold, Kahama etc.);
- rapporto privilegiato con il personale del ministero dell’energia e delle miniere, disponibile a collaborare nel progetto, con enorme accreditamento in termini di professionalità e capacità;
- applicazione di tecnologie industriali innovative attraverso impianto di ultima generazione a iodio, che favorisce facile spostamento degli impianti all’occorrenza e attenzione all’aspetto umanitario dell’investimento, per le condizioni di salute degli operatori, e per il ritorno economico / sociale degli small scale miners (minatori dei villaggi);
- garanzia di professionalità e presenza continuativa di 10 collaboratori di massima fiducia.

ALCUNE FOTO DELL’IMPIANTO DI PROCESSAZIONE DELL’ORO TRAMITE IODIO

1. primary crusher - foto impianto di frantumazione
2. secondary crusher - foto impianto polverizzazione -  mills
3. foto polverizzazione e prima miscelazione
4. foto vasche di decantazione con agitatori
5. foto inizio del filtraggio del materiale aurifero
6. foto filtrazione finale
7. foto procedimento di osmosi inversa
8. foto collegamenti

DOWNLOAD SMALL SCALE MINERS PHOTOS

DOWNLOAD SPECIFICHE FOTO SMALL SCALE MINERS

Tunisia Scheda Paese

TUNISIA SCHEDA PAESE

Tunisia Scheda Paese
LINK GOVERNO TUNISIA
LINK TUNISIA ARAB SPRING

INFORMAZIONI GENERALI

- Nome Ufficiale Paese: Tunisia;
- Superficie Tunisia: 163.610 km2;
- Popolazione Tunisia: 10.480.934 milioni di cui 17,7% forza lavoro;
- PIL: 45.407 milioni $
- PIL procapite: 4.213 $
- Crescita del PIL attesa: oltre il 3,3% ;
- Capitale Tunisia: Tunisi con circa 2 milioni di abitanti;
- Altre città: Hammamet, Susa, Tabarka, importanti città turistiche e bagnate dal mare, Sfax industriale, Qayrawan (Kairouan), la capitale religiosa, Tozeur, Gabéz, Biserta, ultima città prima del deserto, Douz (anche conosciuta come “la Porta del Deserto”);
- Forma di Stato Tunisia: Repubblica presidenziale;
- Religioni principali: Mussulmana, minoranza cattolica, ebraica;
- Lingua: Arabo, francese (circa il 63% della popolazione lo parla);
- Moneta: Dinaro tunisino.

QUADRO POLITICO TUNISIA

CAMBIAMENTI E ASPETTI POSITIVI

- Cambiamenti politici e Rivoluzione effettuati garantendo condizioni di stabilità;
- Riforme economiche e politiche;
- Apertura economica favorendo gli investitori stranieri;
- Posizione strategica rilevante data dalla posizione geografica come porta di ingresso per l’Africa e “zero problemi con i paesi vicini”;
- Azioni per intensificare e diversificare le relazioni esterne;

CRITICITÀ E ASPETTI NEGATIVI

- Democrazia ancora “in progress”;
- Modesto rischio attentati.

QUADRO MACROECONOMICO e OUTLOOK TUNISIA

ASPETTI DI CARATTERE GENERALE

Sin dal passato la Tunisia è stata protagonista di un dinamismo economico, che ha consentito lo svilupparsi nel paese di importanti strutture produttive, particolarmente attive nel settore terziario. Attualmente i settori del commercio e del turismo sono i principali trascinatori di una seppur fragile economia.
Altri settori significativi sono l’agricoltura e la relativa trasformazione dei prodotti agricoli, l’artigianato locale, l’estrazione e la lavorazione dei minerali (petrolio, piombo, argento, zinco e mercurio).
Altri aspetti importanti da segnalare:

- Sottoscrizione del Trattato di libero scambio con l’Unione Europea siglato nel 1995.
- Inflazione attorno al 6%;
- Il rapporto tra volume del commercio su estero e PIL (Prodotto Interno Lordo) è pari a circa 49,5%; l’integrazione della Tunisia nel sistema del commercio internazionale è comunque eccellente.

Rimane da segnalare che la dipendenza dell’economia tunisina dagli scambi con i paesi esteri è notevole. Secondo quanto riportato dal rapporto mondiale sulla competitività di Davos, il Paese è classificato ai primi posti in termini di competitività (su 133 paesi sviluppati / emergenti è 40° per competitività complessiva e 35° per qualità infrastruttura); mentre il rapporto Index of Economic Freedom, posiziona la Tunisia al 95° posto su 179 paesi su scala internazionale e al 12° posto tra i 17 paesi del Medio Oriente e Africa del Nord, con un indice di libertà economica “mostly unfree”.

La Tunisia ha inoltre intrapreso la liberalizzazione del commercio estero nel 1990, divenendo membro del G.A.T.T. Ad oggi, il commercio con l’estero è retto dalla legge numero 94-41 del 07/03/1994.

La TUNISIA è peraltro firmataria di numerosi accordi commerciali bilaterali e multilaterali che contribuiscono fortemente al consolidamento della posizione e della adesione nel quadro internazionale e regionale, in particolare:

• Accordo bilaterale che istituisce una zona di libero scambio con la Turchia;
• Accordo di libero scambio di Agadir tra Giordania, Egitto, Marocco e TUNISIA
firmato e sottoscritto nel 2004;
• Accordi bilaterali con Libia e Iraq e accordi siglati con i paesi del Golfo che istituiscono una zona di libero scambio.
La TUNISIA infine è membro CIRDI e ha aderito nel maggio 2012, alla dichiarazione OCDE, relativa agli investimenti internazionali e alle imprese multinazionali.

PUNTI DI FORZA

- Stabilità, paese e attrattivo dal punto di vista economico;
- Attuazione riforme strutturali;
- Indicatori economici fondamentali solidi;
- Posizione geografica strategica;
- Accesso ad una molteplicità di mercati e diversificazione attraverso differenti accordi bilaterali con molteplici Stati africani;
- Mercato interno in crescita e popolazione giovane;
- Settore turistico in espansione continua.

PUNTI DI DEBOLEZZA

- Democrazia ancora giovane;
- Dipendenza accentuata dai flussi dei capitali esterni e dalla fiducia di investitori esteri;
- Dipendenza della Tunisia da approvvigionamenti energetici esterni;
- Deficit delle partite correnti;
- Riscontrati fenomeni di corruzione.

SETTORI IN ESPANSIONE IN TUNISIA

- Abbigliamento / Tessile;
- Settore siderurgico;
- Settore automobilistico;
- Bancario;
- Realizzazione grandi opere;
- Settore trasporti aerei e marittimi;
- Ambiente ed Ecologia;
- Fonti ed Energie rinnovabili;
- Formazione del Personale;
- Turismo;
- Artigianato;
- Agricoltura.

COSTRUZIONI E IMMOBILIARE

L’edilizia e le costruzioni sono uno dei motori più importanti dell’economia della Tunisia. Vi sono all’incirca 20.000 imprese, le quali determinano mediamente un volume d’affari di circa 3.000 milioni di € / anno.

Tale cifra rappresenta all’incirca il 10 % del volume monetario circolante complessivamente nel Paese e contribuisce per il 7% circa del PIL, motivo per cui l’edilizia si posiziona al quarto posto nella classifica dei settori trainanti l’economia nazionale tunisina (subito dopo il settore tessile / abbigliamento, agroalimentare e agricolo). Il cemento è tuttavia il prodotto più esportato.

SETTORE FINANZIARIO

Dal 1995, in seguito alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE (in vigore dal 1998), l’apertura dell’economia della Tunisia al commercio estero è progressivamente cresciuta per preparare il Paese al definitivo ingresso nell’area di libero scambio con l’Unione Europea che è stata completata, per i prodotti industriali, ad inizio 2008.

La Tunisia ha intrapreso una serie di riforme strutturali importanti tese al miglioramento della competitività della sua economia, alla incentivazione dell’iniziativa privata, ad una maggiore affidabilità dell’intero contesto del business ed alla modernizzazione del sistema finanziario e bancario.

In questo framework la Cooperazione italiana contribuisce a sostenere da diversi anni l’equilibrio della bilancia dei pagamenti; un programma a credito di € 95 milioni é attivo dal 2012 fino ad esaurimento.

Nonostante i sensibili progressi ottenuti in materia di riforme nel risanamento delle banche di sviluppo e nella promulgazione di leggi contro il riciclaggio, il sistema finanziario della Tunisia non corrisponde ancora appieno alle aspettative degli investitori, in quanto caratterizzato dalla assenza di concorrenza e innovazione.

La Banca Centrale di Tunisia ha inoltre allentato il quadro dei regolamenti, permettendo alle aziende di credito una maggiore elasticità nella classificazione dei prestiti a rischio, attuando consistenti iniezioni di liquidità nel sistema finanziario.

Tale politica ha pertanto generato un rapporto di dipendenza per numerosi istituti dal rifinanziamento della Banca Centrale. I crediti catalogati a rischio, rappresentavano ufficialmente il 13% circa del portafoglio prestiti del sistema creditizio.

Il sistema bancario si presenta dunque alquanto frammentato con oltre una ventina di aziende di credito che presentano attività totali pari al 100% del PIL, contro una popolazione inferiore a 11 milioni di abitanti.

In Tunisia lo Stato controlla circa il 40% del settore, con degli effetti quasi deleteri sulla produttività, l’efficienza complessiva e l’adozione di processi e strutture innovative.

Un fattore di rischio per l’economia tunisina è l’ampliamento del deficit, dovuto non esclusivamente all’aumento degli interessi sul debito pubblico peraltro in costante crescita, ma in particolare alle politiche “pacificatrici” dei Governi provvisori i quali hanno assecondato l’aumento del salario minimo, la creazione nel settore pubblico di migliaia di nuovi posti di lavoro, i costi per gli indennizzi post-crisi e il sostegno dei prezzi al consumo di generi di prima necessità.

Nel 2013 il valore del dinaro tunisino è precipitato del 12%. Questo calo del valore della moneta tunisina è dovuto soprattutto agli squilibri tra l’offerta (indebolita per via della crisi delle maggiori compagnie esportatrici) e la domanda di liquidità in valuta estera (amplificata dall’incremento delle importazioni).

La variabile cruciale per lo sviluppo dell’economia tunisina nel breve e medio periodo resta il ripristino della stabilità sociale e politica unitamente a condizioni di sicurezza adeguate. Per via della persistente fragilità dei mercati esteri di sbocco delle esportazioni tunisine, il rilancio della congiuntura dovrà necessariamente essere fondato sulle principali componenti della domanda interna, ossia i consumi delle famiglie e gli investimenti.

I consumi subiscono una influenzati negativa, oltre che per le incerte prospettive dei salari, anche dalla inferiore disponibilità di credito da parte del sistema bancario.
Lo Stato è impegnato nell’adozione di interventi necessari a rafforzare il sistema bancario. Le criticità principali riguardano la debolezza nelle qualità degli asset e i livelli limitati di capitalizzazione, in particolar modo per quanto attiene le banche pubbliche.

La strategia di consolidare le banche pubbliche prevede di creare un Asset Management Company (AMC) che deve assorbire i non-performing loans del settore. L’AMC sarà operativa per un periodo di nove anni ma non è definito ancora se si occuperà di tutti i NPL o solamente di quelli collegati al settore turismo.

ENERGETICO

La Tunisia dopo una serie di accordi bilaterali tra cui con l’Unione Europea può essere considerata un’ottima base di accesso per tutta l’area del Nord Africa; a Tunisi ha base il Centro Mediterraneo di Energia Rinnovabile (MEDREC) IMET, che può essere considerato un ottimo base contesto per contatti ed informazioni sul settore delle energie rinnovabili nell’estesa area del Maghreb.

La regione del Magreb ha infatti un alto potenziale per lo sviluppo delle energie rinnovabili soprattutto per il solare ed il vento. Il loro utilizzo è atteso che abbia un forte incremento nei prossimi anni.

I progetti di energie rinnovabili, attualmente nel quadro di accordi bilaterali tra IMET e Tunisia, saranno parte del MEDREP. I progetti in futuro avranno come obiettivo la distribuzione di elettricità alle popolazioni rurali ancora isolate, attraverso una rete elettrica su piccola scala. Si intende perseguire una maggiore ed accelerata integrazione delle fonti di energia rinnovabile nella rete elettrica nazionale ponendosi l’obiettivo di raggiungere un equilibrio sulla rete tra la domanda ed l’offerta.

L’idea di fondo è quella di indirizzare l’approccio globale dell’introduzione delle energie rinnovabili (in particolare solare ed energia geotermica) nel settore edilizio coerentemente con le normative vigenti in materia di efficienza energetica; i risultati del MEDA programma relativi alla diffusione delle tecnologie solari termiche nel settore edilizio verranno integrate.

Inoltre puntare sulla desalinizzazione dell’acqua marina, al fine di aumentare le riserve di acqua potabile e la disponibilità di risorse idriche per l’irrigazione. Incrementare l’uso di pompe alimentate mediante energia solare, eolica, biomasse nel settore agricolo.

Altro ambito, la diffusione di sistemi di refrigerazione per conservare i cibi, sistemi alimentati da energie rinnovabili, e predisposti in fattorie e pescherie; si intende promuovere, nella rete urbana, l’utilizzo di sistemi solari casalinghi, l’installazione di piccole turbine eoliche, o di tecnologie energetiche alimentate attraverso biogas e biomassa;

SETTORE SANITARIO E FARMACEUTICO

Il progressivo miglioramento delle condizioni socio‐economiche, sebbene ancora a ritmi altalenanti e con alcuni limiti nell’effettivo accesso per tutta la popolazione ai servizi di base, ed una cresciuta attenzione al tema della salute, rappresentano alcuni fattori di stimolo per il mercato medico‐sanitario e farmaceutico, nel quale sono operanti da tempo le principali aziende multinazionali del settore.

Il governo tunisino attualmente sta potenziando le strutture sanitarie ed ospedaliere, estendendo tra le altre cose anche gli orari di apertura dei servizi. La produzione industriale di farmaci tunisina concerne circa una cinquantina di aziende, con contano circa cinquemila dipendenti. La produzione si concentra su farmaci a scopo terapeutico o di profilassi, di cui il 45% sono farmaci generici.

La produzione di farmaci tunisina copre circa il 50% del fabbisogno nazionale reale. In aggiunta alla produzione nazionale, la Tunisia deve importare prodotti farmaceutici dalla Francia (che pesano per il 44% delle importazioni), dalla Germania, dalla Svizzera e dall’Italia (6% del totale), per un importo complessivo di circa 550 milioni di dinari tunisini (corrispondenti a circa 270 milioni di euro), con un tasso di crescita medio attorno al 10% annuo.

Il 98% dei farmaci di importazione rappresentano prodotti a scopo terapeutico. Le esportazioni tunisine, che corrispondono a circa 15 milioni di euro, sono indirizzate per circa il 60% al mercato del Nord Africa, in parte all’Europa (Francia, Belgio, Svizzera) e in minima parte verso altri paesi africani. Recenti evoluzioni, riguardano lo sviluppo di un accordo di cooperazione tra il governo tunisino e la compagnia britannica “Hygiene Worldwide” finalizzato a distribuire al servizio sanitario nazionale del liquido con proprietà battericida “Genie” senza contenuto di alcool pertanto rispettoso dei dettami del corano.

SERVIZI

Il principale comparto appartenente al settore dei servizi è al momento quello delle telecomunicazioni e dell’IT (Information Technology), che negli ultimi anni ha ricevuto una decisa spinta e sostegno finanziario da parte delle autorità di governo, al fine di far diventare la Tunisia un hub regionale, capace di collegare il continente africano, il Medio Oriente e l’Europa, anche grazie alla sua posizione strategica nel bacino del Mediterraneo.

Il commercio rappresenta attualmente il secondo settore, segue il turismo, che nonostante il calo vissuto in seguito alla rivoluzione del 2011, rappresenta un settore sicuramente rilevante anche per il futuro della Tunisia. I processi ancora parziali di liberalizzazione e privatizzazione del settore bancario e finanziario rappresentano un ostacolo all’attrazione di nuovi capitali stranieri ed al miglioramento dell’accesso da parte delle aziende al credito, nonostante alcuni miglioramenti ci sono stati rispetto al passato.

SETTORE TESSILE

Il tessile e l’abbigliamento è un settore che occupa circa il 35% dell’intera produzione tunisina e attira investimenti nel settore manifatturiero per il 15% del totale. All’incirca il 90% delle aziende tunisine operanti nel settore tessile interviene nel settore dell’abbigliamento, e in prevalenza nella confezione e nella maglieria.

In questo segmento, lavorano migliaia di imprese, di cui circa duemila impiegano dieci risorse umane e più. Fra di esse la parte più consistente e maggiormente significativa, ossia circa l’83%, sono aziende con un orientamento rivolto totalmente all’esportazione, volume di imprese pari al 41% dell’industria manifatturiera.

La Tunisia è un grosso produttore di capi di abbigliamento per conto di paesi terzi, anche grazie alla manodopera a basso costo e soprattutto in virtù della sua posizione strategica e centrale in mezzo al Mediterraneo, tra l’altro in prossimità di un ampio e ricco mercato di potenziali acquirenti. A testimoniare questa vocazione all’esportazione e la rilevanza del settore tessile per il tessuto socio‐economico della Tunisia, va notato come che le persone impiegate in imprese con più di 10 dipendenti sono all’incirca 200.000 e 178.000 sono quelle impiegate in aziende dedicate totalmente all’esportazione, mentre 17.000 persone sono in forza in aziende con una parziale vocazione per l’esportazione.

Circa i 2/3 delle imprese con capitale straniero, rappresentano aziende le cui quote sono completamente appartenenti a soggetti esteri. Di queste circa 350 vedono una partecipazione di capitale dalla Francia, 240 dall’Italia, 82 dalla Germania, 120 dal Belgio.

La suddivisione e ripartizione dei paesi che investono nell’industria del tessile in Tunisia rispecchia in parte i legami di carattere economico e politico del paese. Nel 2010, prima che si manifestassero gli eventi legati alla “Rivoluzione del Gelsomino” che tra l’altro hanno in parte rallentato i settori principali dell’economia tunisina, l’export nel settore tessile verso il più importante mercato tunisino, ossia quello dell’Unione Europea, ha raggiunto la quota di 2,3 miliardi di euro. La Tunisia seppur con una popolazione inferiore, si contende con il Marocco la posizione di 5 maggior fornitore dell’Unione Europea dietro alla Cina, Turchia, India e Bangladesh. I principali clienti europei della Tunisia sono la Francia (36%), segue l’Italia (32%) e poi la Germania (10%).

AGROALIMENTARE

Il settore agro‐alimentare rimane un settore strategico in Tunisia. Le aziende appartenenti al settore agro‐alimentare tunisino sono circa 1000 unità di cui il 18% sono dedicate interamente all’esportazione. Esiste contrariamente all’industria tessile una significativa propensione nazionale alla produzione agricola ed alla trasformazione di prodotti e generi alimentari per il consumo interno. Il numero di addetti nelle aziende del comparto che hanno più di 10 dipendenti è di circa 70.000 unità.

Una delle caratteristiche che segnaliamo del settore è che poco più dell’11% delle aziende del settore agricolo e di trasformazione di generi alimentari, ha una partecipazione di capitale straniero e solo il 2,8% del totale delle aziende è a totale partecipazione straniera. Ciò che continua ad emergere dai dati è il fatto che l’Italia da sola riveste il 40% delle partecipazioni straniere nel settore e la Francia segue a ruota con il 35%. Come succede per altri settori del Paese, la vicinanza territoriale con il nostro paese costituisce al tempo stesso un vantaggio ma un limite in termini di concorrenza per le nostre aziende.

Le modalità tramite le quali penetrare il mercato agro‐alimentare possono essere diverse tuttavia le due maggiori vie sono legate da un lato all’acquisizione di aziende locali e dall’altro alla partecipazione di aziende già esistenti. In questo momento lo stato dell’arte del settore agro-alimentare non consente un’adeguata espansione orizzontale con l’acquisizione di significative quote di mercato, quanto piuttosto l’inserimento nelle aziende locali di ambiti di specializzazione soprattutto nel comparto della trasformazione e meccanizzazione dei processi produttivi.

Esistono ossia numerosi progetti di investimento nel settore agro-alimentare e alcuni di essi raccolgono fino a 2 milioni di euro. Tuttavia si intende evidenziare che la prossimità territoriale, le ottime relazioni a livello commerciale, politico e culturale potrebbero indurre molte aziende italiane a contribuire a modernizzare l’industria tunisina attraverso una costante crescita dell’introduzione di macchinari ad alta tecnologia per trasformare, conservare e per il packaging dei prodotti.

Tessuto industriale della Tunisia

FORME SOCIETARIE

Approfondimento sulla procedura di costituzione di una società in Tunisia. Il Codice di commercio tunisino prevede l’esistenza di 6 tipologie differenti di Società :

- S.A – Società Anonima;
- S.A.R.L. – Società a Responsabilità Limitata;
- S.U.A.R.L. – Società Unipersonale a Responsabilità Limitata;
- S.N.C – Società in Nome Collettivo;
- S.C.S – Società in Accomandita Semplice;
- S.C.A. – Società in Accomandita per Azioni.

Le forme di società più diffuse e comuni in Tunisia sono la Società Anonima (S.A.), la Società a Responsabilità Limitata (S.A.R.L.) e la Società Unipersonale a Responsabilità Limitata (S.U.A.R.L.); dette società sono disciplinate da norme abbastanza simili a quelle in vigore in Europa, in particolare al framework francese.

Per quanto concerne le società che prevedono una partecipazione estera, il Codice degli Investimenti tunisino incentiva la creazione di :

- Filiali di aziende straniere: per la costituzione di una filiale è necessario produrre e consegnare alle autorità la copia autentica dello statuto della società o degli equivalenti atti costitutivi, con annesso l’indirizzo dell’azienda o dell’ufficio principale;

- Partnership: non vi è limitazione rispetto al numero dei partner; tuttavia ogni partner risponde ed è responsabile per i debiti contratti dall’impresa. La legge non prevede obbligo alla revisione dei conti e neppure impone la pubblicazione dei bilanci;

- Joint venture: questa forma di presenza è incoraggiata mediante agenzie governative, e le JV possono essere costituite sia come partnership contrattuale sia come società di capitale. La legge tunisina regola la maggior parte delle attività commerciali, e le JV possono essere costituite, dopo aver presentato apposita richiesta, e previa attestazione di deposito di dichiarazione, rilasciata dalle seguenti Autorità:

- A.P.I.I. – Agenzia per la Promozione dell’Industria ed Innovazione, per tutte le attività di tipo industriale e per i servizi connessi all’industria;
- CEPEX – Centro di Promozione delle Esportazioni, per i progetti legati al Commercio Internazionale;
- A.P.I.A. – Agenzia per la Promozione degli Investimenti Agricoli, per i progetti nel settore agricolo, agroalimentare e della pesca;
- O.N.T.T. – Ente Nazionale del Turismo, per i progetti nell’ambito turistico e para-turistico;
- O.N.A.T. – Ente Nazionale dell’Artigianato, per le attività di tipo artigianale.

INCENTIVI E AGEVOLAZIONI

Tramite la legge numero 93-120 si stabiliscono i regimi degli incentivi relativi agli investimenti in Tunisia da parte di imprenditori, siano essi tunisini che stranieri, siano essi residenti o meno, anche nella forma di joint-venture. Le joint-venture JV sono incoraggiate mediante agenzie governative e possono essere costituite sia nella forma di partnership contrattuali sia come società di capitale.

E’ inoltre da segnalare che il sistema fiscale tunisino è stato oggetto di una significativa riforma e che il 16 maggio 1979 la Repubblica italiana e la Repubblica tunisina hanno firmato e sottoscritto a Tunisi la Convenzione per evitare le doppie imposizioni fiscali in materia di imposte sul reddito al fine di prevenire le evasioni fiscali, mediante protocollo aggiuntivo, entrato in vigore il 17 Settembre del 1981.

La convenzione sulla Doppia Imposizione Fiscale si applica alle persone residenti in uno o entrambi gli Stati contraenti (Italia e Tunisia) e si applica alle imposte sul reddito che si considerano prelevate per conto di ciascuno degli Stati contraenti, attraverso le sue suddivisioni politiche o amministrative e mediante i suoi enti locali, qualunque sia il sistema di prelevamento considerato.

Sono altresì considerate come imposte sul reddito, le imposte che vengono applicate sul reddito totale o su elementi del medesimo, incluse le imposte che derivano dai guadagni provenienti dall’alienazione di beni mobili ed immobili, le imposte sull’ammontare totale dei salari pagati dalle aziende, nonché le imposte sul plus-valore. E’ interessante evidenziare gli incentivi a favore delle società totalmente esportatrici.

Si definiscono società totalmente esportatrici quelle che:

- la cui produzione é destinata totalmente all’esportazione;
- che realizzano prestazioni di servizi all’estero o nel territorio della Tunisia ma con l’intenzione di una loro utilizzazione all’estero;
- che lavorano in modo esclusivo con le suddette aziende o nelle zone franche o con istituti finanziari non residenti;

Le imprese classificate totalmente esportatrici sono soggette ad un regime equivalente a quello delle zone franche, salvo limitazioni da decreti a seguire anno 2015.

Nella sostanza gli incentivi massimi consistono nell’esonero totale dalle imposte sui redditi e dagli utili generati durante i primi dieci anni d’attività nonché riduzione di ben il 50% per gli anni che seguono sotto riserva del minimo d’imposta. Proroga del periodo nel quale è in vigore deduzione totale redditi e utili provenienti dall’attività di esportazione.

Sgravio fiscale sui redditi e sugli utili che vengono reinvestiti nel capitale iniziale o per il suo aumento sotto riserva del minimo d’imposta.

Sgravio fiscale sugli utili reinvestiti nell’ambito della stessa società sotto riserva del minimo d’imposta.

Facoltà e libertà di poter importare in franchigia totale da diritti e tasse i beni necessari per la produzione in azienda.

Esonero totale dai diritti di registrazione e dall’IVA sulle attività dell’azienda.

Possibilità di poter realizzare sul mercato locale sino al 30% del fatturato.

Possibilità di assumere sino a quattro impiegati oppure operai di nazionalità straniera.

ACCORDI COMMERCIALI

- Stipulati Convenzioni bilaterali con accordi commerciali attivi con 41 paesi;
- Stipulati Accordi sulle zone di libero scambio con 11 paesi;
- Stipulati Convenzioni multilaterali con 50 paesi.

PAESI CON ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO

- Accordo bilaterale che istituisce la zona di libero scambio con la Turchia;
- Accordo di libero scambio d’Agadir tra Giordania, Egitto, Marocco e TUNISIA
firmato e sottoscritto nel 2004;
- Accordi bilaterali sottoscritti con Libia e Iraq e altri accordi siglati con paesi del Golfo che istituiscono una zona di libero scambio;
- Convenzione Multilaterale della Lega Araba;
- Convenzione di libero scambio arabo – mediterraneo;
- Accordo di libero scambio Tunisia e UE.

DIFESA E GIUSTIZIA

Il sistema giudiziario in Tunisia si fonda sul diritto francese.
La Costituzione del 2014, particolarmente avanzata se confrontata con gli standard della regione, è frutto della mediazione tra le esigenze del costituzionalismo democratico e le istanze dei partiti di ispirazione islamica in seno all’Assemblea costituente.

Le strutture giudiziarie presenti nel territorio della Tunisia si possono così riassumere:

- 1 Corte di Cassazione;
- 10 Corti d’Appello;
- 23 Tribunali di prima istanza;
- 83 Tribunali Cantonali.

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