Agrovoltaico

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IBS ENERGY è lieta di annunciare che oltre al Fotovoltaico tradizionale a terra, ha iniziato a sviluppare progetti secondo il modello Agro Fotovoltaico o Agrovoltaico, approdato in Italia mediante il contributo della Azienda REM .

L’ Agrovoltaico consente la produzione di energia fotovoltaica superando i limiti dei tradizionali impianti fotovoltaici appoggiati a terra, mediante una alta integrazione e sostenibilità ambientale, compatibilità con l’ attività agricola, tutela del paesaggio, evitando il consumo del suolo .

Nell’ Agrovoltaico , tutto questo è possibile mediante soluzioni tecnologiche di ultima generazione, e ad una serie di pannelli fotovoltaici ad inseguimento solare ( tecnologia tracker ) sospesi una altezza di 4,5 metri di altezza e tra di loro connesse in wireless, ossia mediante un sistema di controllo e comunicazione a distanza ed una struttura mobile flessibile, che non ingombra, realizzata con materiali riciclabili non inquinanti e che non sottraggono spazio al terreno coltivabile .

I pannelli fotovoltaici nell’ Agrovoltaico, attraverso un comando a distanza, si possono disporre :

- perpendicolarmente al terreno, al fine di permettere una distribuzione omogenea della pioggia e della neve, oltre a scongiurare danni ai pannelli in caso di grandine o vento forte ;
- parallelamente al terreno, per un agevole accesso e circolazione dei mezzi agricoli .

Per ridurre al minimo l’ ombreggiamento nell’ Agrovoltaico e garantire la massima illuminazione al terreno sottostante, i pali su cui appoggia la struttura sono posti ad una distanza di 12 metri l’ uno dall’ altro e la disposizione dei pannelli è ottimizzata per garantire il massimo di luce diretta .

L‘ agrovoltaico può partecipare a promuovere la fornitura di prodotti alimentari a filiera corta, sostenibile, offrendo alla comunità locale prodotti agricoli da agricoltura biologica unitamente all’ energia pulita che in un’ ottica di sistema collettivo potrebbe arrivare ad un modello simile allo “ scambio sul posto ” .

PER INFORMAZIONI SULL’ AGROVOLTAICO :

send to info@ibsenergy.it orange

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Agrovoltaico Fotovoltaico Terreni Agricoltura BIO

GUIDA SULL’ AGRO FOTOVOLTAICO O AGROVOLTAICO

COS’ È L’ AGROVOLTAICO ?

È nata una nuova sfida che in futuro premierà le Aziende in grado di apportare soluzioni in grado di integrare le attività agro zoologiche all’ interno di impianti fotovoltaici .

AGROVOLTAICO E APPROCCIO SOSTENIBILE

Una nuova sfida rivolta alle aziende innovatrici mondiali nel settore agro fotovoltaico Agrovoltaico su cui si giocherà la partita della riduzione dei gas serra è ambito ancora in fase di sperimentazione . È fondamentale creare una collaborazione tra Fotovoltaico e Agricoltura locale senza togliere terra o suolo alla produzione alimentare o al pascolo, creando un valore aggiunto alle comunità, con una diversificazione del territorio, generando profitti, energia pulita e benefici all’ azienda agricola .

Vi sarete chiesti tante volte, se è tecnicamente possibile coltivare i terreni sotto i pannelli solari che mentre state guidando vedete sparsi nei campi in alcune regioni d’ Italia . Ebbene, ormai questa è una realtà, già da tempo in Europa Centrale e negli USA e altri paesi, e recentemente anche in Italia . L’ Agrovoltaico è un sistema innovativo ed efficiente e persegue l’ obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, producendo energia pulita nel rispetto dell’ ambiente e del suolo .
La presenza di pannelli fotovoltaici serve per trasformare l’ energia solare in energia elettrica, tuttavia conservando la possibilità di coltivare in determinate condizioni : è dunque nato un nuovo modo di coltivare, chiamato “ Agrovoltaico “.

Agricoltura + Fotovoltaico = AGROVOLTAICO

Una somma di addendi non scontata, e che sino a qualche tempo fa, risentiva dei maggiori costi delle strutture e dei pannelli, e che oggi giorno per via della sensibile riduzione dei prezzi anche legata alla ricerca e sviluppo di nuovi materiali, consente di poter applicare questo modello integrato denominato “ Agrovoltaico “ tanto semplice quanto fortemente innovativo ed efficiente . L’ agrovoltaico combina la produzione di energia elettrica con l’ attività agricola, e sempre utilizzando la stessa superficie .

CENNI STORICI, DAL FOTOVOLTAICO ALL’ AGROVOLTAICO

L’ effetto fotogalvanico, e il pannello fotovoltaico, fu scoperto nel 1839, dal francese Alexandre Edmond Bécquerel e la prima cella solare grande 30 cmq di selenio viene costruita nel 1883, dallo statunitense Charles Fritz . Aveva una resa di conversione del 2% . Nel 1921 Albert Einstein ottiene il Nobel per la fisica attraverso le sue teorie sull’ effetto fotoelettrico .
Ebbene da allora ci sono state enormi progressi, tuttavia nel Fotovoltaico tradizionale, ancora in uso, nel quale i pannelli fotovoltaici sono appoggiati a terra mediante apposite strutture, non è possibile la coltivazione di un terreno ; i pannelli sono posti molto vicini al suolo, e questo rende impossibile coltivare qualunque coltura .

Con il passare degli anni e con il proliferare degli impianti, anche grazie agli incentivi statali e ai conti energia, si iniziò a presentare il tema che i campi non più coltivati aumentavano in modo sensibile . Per arrivare ai giorni nostri, ci sono Regioni come la Puglia e la Sicilia, dove i processi autorizzativi sono molto aumentati, cresciuto il timore che i pannelli sottraggano eccessiva superficie all’ agricoltura .
E allora perché non abbinare entrambe le cose sulla medesima superficie o appezzamento ? Infatti con l’ agrovoltaico elevando i pannelli da terra, si raggiungono l’ obiettivo di produzione energetica e al contempo coltivare il terreno, consentendo il passaggio delle macchine agricole .

In Italia, l’ agrovoltaico è storia recente ; nel 2009, a Mola di Bari, si parte con un impianto fotovoltaico su uva da tavola, fino ad arrivare a 55 ettari nel 2013 in provincia di Mantova e Piacenza, con pannelli fotovoltaici installati a 5 metri d’ altezza e 12 metri di distanza tra loro, per agevolare le operazioni colturali, il passaggio delle macchine agricole, e ridurre un eccessivo ombreggiamento .
In Italia, in alternativa al fotovoltaico a terra, si è anche imposta una alternativa interessante ossia la cosiddetta “ serra fotovoltaica “, grazie ad incentivi statali ; partendo da una serra già disponibile con degli specifici requisiti di bancabilità che la rendono assimilabile ad una copertura industriale, è possibile trasformare la serra in una serra fotovoltaica mediante la installazione di pannelli fotovoltaici . La serra fotovoltaica più grande la troviamo a SuScioffu, in Sardegna in provincia di Cagliari .

SOLUZIONI OCULATE DI MITIGAZIONE

È importante schermare gli impianti fotovoltaici con opportune soluzioni di mitigazione, che sono parte integrante del piano agrovoltaico . Si possono utilizzare ad esempio piante di ulivi, essenze mediterranee da frutto come il mirto, piante idonee all’apicoltura o le migliori essenze locali .

Agrovoltaico Fotovoltaico Soluzioni di mitigazione

AGROVOLTAICO E REQUISITI PER POTER EFFETTUARE LA COLTIVAZIONE :

- LOGISTICA : fase progettuale e predisporre i pannelli ad altezza e larghezza adeguate a consentire il passaggio dei mezzi meccanici ;

- CONDIZIONI CLIMATICHE E SICUREZZA: fondamentale considerare i fattori climatici dell’ area interessata ; i pannelli fotovoltaici per motivi di sicurezza dovranno essere sufficientemente stabili . Per esempio delle raffiche di vento potrebbero determinare la caduta dei pannelli, e rischi per gli operatori agricoli ;

- OTTIMIZZAZIONE DELLE COLTURE : analizzare le condizioni climatiche e micro climatiche che consentano la ottimizzazione e la coltivazione delle colture in base alla tipologia delle colture e alle caratteristiche agronomiche del terreno, condizioni climatiche proprio determinate dalla presenza dei pannelli .

AGROVOLTAICO, ASPETTI COSTRUTTIVI E SOLUZIONI :

- CONFIGURAZIONE STATICA ( tecnologia FISSA ): inclinazione fissa dei pannelli che non può essere modificata . Vantaggi : tipologia costruttiva semplice, economica, affidabilità nel funzionamento. Svantaggi : non tutte le colture sono ben adattabili, non vi è controllo sulle zone d’ ombra ;

- CONFIGURAZIONE DINAMICA ( tecnologia ad INSEGUIMENTO SOLARE ) : è possibile modificare l’ orientamento dei pannelli . Vantaggi : ridurre le zone d’ ombra, porre i pannelli in posizione verticale per evitare o limitare i danni, o in posizione orizzontale per proteggere le colture in caso di gelo o grandine, aumentare il rendimento dei pannelli inclinandosi in base alla posizione del Sole, massimizzando produzione di energia grazie ad una captazione luminosa massima .

I VANTAGGI DELL’AGROFOTOVOLTAICO :

- Per il suolo : i moduli fotovoltaici aumentano l’ umidità del suolo, garantendo più acqua per le radici in estate ; vantaggi per l’apicoltura, lasciando crescere le piante intorno alle file di moduli, senza pesticidi, le api beneficiano di meno inquinamento, meno anticrittogamici ( usati per combattere i parassiti delle piante ).

- Pascolo : possibilità di far pascolare le pecore nei terreni, in prossimità delle installazioni fotovoltaiche, tenendo l’ erba bassa e sfruttando le aree d’ ombra .

- Coltivazioni biologiche : poter sviluppare coltivazioni a basso consumo di acqua, ottimizzazione del raccolto dal punto di vista quantitativo / qualitativo, alta redditività e incremento dell’ occupazione .

- Integrare la redditività dei terreni agricoli : includendo anche innovative metodologie, tecnologie e colture creando nuovi modelli di business e nuove opportunità per l’ agricoltura .

AGROVOLTAICO : INSEGNAMENTI DALLE TERRE AMERICANE

In Italia non abbiamo molta esperienza in questo settore, tuttavia in altri paesi ci sono esempi interessanti . Studi condotti in Arizona dimostrano che l’ Agrovoltaico dunque la fusione tra fotovoltaico e agricoltura, porta grandi vantaggi microclimatici : in estate si riduce la temperatura sul terreno sotto i moduli, viceversa in inverno c’è una mitigazione delle bassissime temperature, riduzione dell’ evaporazione dell’ acqua, minor stress alle piante oltre che produzione di energia più pulita .

AGROVOLTAICO E POLITICHE COMUNITARIE

Varie associazioni No Profit chiedono ai Governi di stimolare anche con incentivi statali maggiori sinergie tra agricoltura e fotovoltaico per rispettare gli obiettivi fissati dal PNIEC al 2030 . L’ obiettivo è contrastare il cambiamento climatico, rispettando i target internazionali dell’ Accordo di Parigi e nazionali del PNIEC . Per far questo è indispensabile puntare sulle rinnovabili, sul fotovoltaico in particolare, per raggiungere i 32 GWp di nuovi impianti solari entro il 2030 . Gli impianti su tetto e le coperture non saranno sufficienti per tali ambiziosi obiettivi, e grossi impianti in utility scale saranno la chiave di volta .

Le associazioni chiedono a gran voce che venga potenziata la realizzazione di grandi impianti fotovoltaici a terra, auspicando che non vengano promulgati provvedimenti legislativi che blocchino la installazione dei pannelli fotovoltaici sui terreni agricoli .
Le nuove installazioni di impianti fotovoltaici procedono con eccessiva lentezza per garantire i 32 GWp fissati dal PNIEC, che comunque sono sottodimensionati per scongiurare gli effetti climatici, pertanto sarà necessario aumentare anche le installazioni di impianti sui tetti, nelle aree dismesse ex cave o discariche, revamping e repowering degli impianti già esistenti, unitamente a snellire gli iter autorizzativi degli impianti fotovoltaici in utility scale a terra, in aree agricole dismesse, vicino a infrastrutture, utilizzando l’ agrovoltaico senza limitare le superfici agricole, o terreni con specifiche caratteristiche di pregio ambientale, assicurando la biodiversità dei suoli . La sostanza è che con l’ Agrovoltaico, la produzione di energia può affiancare le coltivazioni, con vantaggi, per la collettività e per l’ agricoltore, che può disporre di una entrata integrativa che aiuterà l’ attività agricola .

La diminuzione dei prezzi dei pannelli e degli impianti, il continuo miglioramento tecnologico e dell’ efficienza, consentono di realizzare impianti fotovoltaici a terra in Grid Parity / Market Parity ossia senza incentivi statali . Dove tuttavia persistono gli incentivi, nel caso di aree dismesse o terreni bonificati ( esempio cave dismesse ), le gare sono andate sostanzialmente deserte, per i risaputi problemi normativi burocratici e ritardi nelle bonifiche .

Inoltre salvo alcune disposizioni Regionali specifiche, è possibile realizzare impianti fotovoltaici in aree agricole senza limitazioni, (anche se non è possibile accedere ad incentivi mediante le aste), senza una specifica pianificazione e programmazione del territorio, lasciando alle Regioni o agli Enti Locali il compito di limitare eccessi di installazioni con provvedimenti mirati .
Pertanto, sarebbe utile definire dei parametri da rispettare per regolamentare le nuove installazioni su terreni agricoli, tutelando l’ attività agricola tra le file di moduli fotovoltaici e incentivando il modello agrofotovoltaico o agrovoltaico .

Agrovoltaico Fotovoltaico Terreni Agricoli

LINK :

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Quando nasce pannello Fotovoltaico
Accordo di Parigi
PNIEC